03/01/2009
azari
- Il coperchio del mare - Banana Yoshimoto
- L'uccello che girava le viti del mondo - Murakami
- La collina dei conigli - Richard Adams
3) La collina dei conigli ***
Devo dire, bello e mi è piaciuto.
Immagino di non essere solo io ad aver avuto l'impressione di cogliere in questo romanzo tanti echi dalla letteratura greca e latina antica, vero? Prendiamo ad esempio tra tutte le storie di El-Ahrairà, le leggende di questo antico, astuto coniglio, una vera e propria tradizione orale della piccola comunità dei suoi simili. A me hanno ricordato Omero che narrava la sua Odissea, né più né meno. E in effetti di storie ammantate di leggenda e tramandate oralmente si parla, e poi notiamo la similitudine, la prima qualità di El-Ahrairà è proprio l'astuzia.
Di questo romanzo ho letto anche qualche recensione, cosa che in genere faccio dopo e non prima. L'ho visto definire tra le altre cose un'epica. A lettura conclusa posso confermare che è vero, è un'epica, un viaggio per la libertà in cui, come è scritto sulla copertina del libro, poco importa che i protagonisti siano conigli. Onestamente, mi sono sembrate invece forzate le similitudini con Orwell e la sua fattoria degli animali.
2) Il coperchio del mare ****
Questo libro mi ha ricordato vagamente Tsugumi, sempre della Yoshimoto. Sarà perché ambientato in una località di mare, d'estate, sarà perché parla ancora di un rapporto di amicizia tra due donne.
Mi è piaciuto molto, non saprei come dirlo in maniera diversa ma questo libro è caldo e luminoso come l'estate, pieno di speranza e amore per la vita, per le piccole grandi cose che danno un senso alla nostra esistenza. Un piccolo libro in cui apparentemente non succede nulla, tutto composto dalle conversazioni tra Hajime e Mari e dal racconto del tempo passato insieme, eppure non mi sono annoiata nemmeno per un momento.
A mio parere è in libri come questi che la Yoshimoto è al suo meglio.
1) L'uccello che girava le vite del mondo **
Mi dispiace molto dire che sinceramente questo libro mi ha un po' delusa. C'è da dire che ero partita con aspettative altissime, dato che il romanzo in questione è per molti amanti dell'autore una specie di pietra miliare, il loro preferito di sempre.
Direi che a voler essere precisi il mio giudizio su questo libro è altalenante. Da una parte abbiamo il solito Murakami, autore che io amo, e il suo inconfondibile modo di scrivere, così surreale e suggestivo nei temi ma allo stesso tempo così aderente alla quotidianità nel linguaggio. Dall'altra abbiamo una storia che a mio parere si perde per strada, che a volte si trascina faticosamente, in cui molti nodi non vengono al pettine. Un esempio su tutti, per quanto mi riguarda, è la, se presa singolarmente bellissima, storia del tenente Mamiya. Ripeto, se presa singolarmente, perché a parte lo spunto del pozzo mi sembra ben poco funzionale all'economia della storia, soprattutto nella parte conclusiva, che si trova nelle ultime pagine del libro. E', appunto, una linea narrativa che si perde per strada, così come ce ne sono altre.
Ma c'è altro. Come dicevo molti nodi non vengono al pettine. Ora, può darsi che a me molte cose sfuggano, eppure a lettura finita ho in mente parecchi interrogativi irrisolti. Cos'è il male oscuro che nasconde Wataya Noboru? Quali sono i suoi poteri, e cosa è quella tara familiare che la famiglia di Kumiko si porta dietro? Perché il pozzo, perché la voglia, che cosa era successo a Cinnamon quella notte? E' tutto lasciato all'immaginazione del lettore, forse volutamente, ma a mio parere è "troppo". Troppa vaghezza, e sicuramente pesa nel mio giudizio su questo libro il fatto che da un po' di tempo la vaghezza nei libri mi urti abbastanza. E pesa anche il fatto che io abbia in mente La fine del mondo e il paese delle meraviglie, che da questo punto di vista funzionava un po' come il meccanismo di un orologio.
12:30
Scritto da : grimilde2870
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Commenti
CONFRONTO
1) L'uccello che girava le viti del mondo
Forse il migliore Murakami che io abbia mai letto, forse perchè fu il primo.
Testo onirico e visionario.
Ad un giovane uomo muore il gatto per vecchiaia...e da lì la realtà va svanendo pian piano dietro simboli, sogni o mondi alternativi, personaggi strampalati che fanno cose insensate, vedi Cinnamon o il protagonista nel pozzo, per poi riaffiorare o sparire per sempre.
Un viaggio nell'anima, un romanzo appassionante, vivo, lungo ma per niente difficile da finire (anzi: ancora, ancora ne vorrei)!
Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un'altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura?
Scritto da : grimilde2870 | 22/11/2008
CONFRONTO
2) Il coperchio del mare
Passammo l'estate su una spiaggia solitaria...
In realtà la spiaggia non è solitaria, ma tant'è l'impressione: atmosfera dolce e salmastra, come di mare in autunno.
L'estate di due ragazze diverse, insieme per caso, in un paese di mare in declino rispetto alle sue vecchie glorie vacanziere.
Una Yoshimoto (in fondo sempre la stessa) delicata e molto suggestiva.
Scritto da : grimilde2870 | 13/12/2008
CONFRONTO
3) La collina dei conigli
Bello bello, questo libro.
Epico, fantastico, è un romanzo sulla libertà, sulla ricerca, sul viaggio e sui valori.
I personaggi sono conigli, è vero, ma ognuno incarna un aspetto della natura umana.
Riporto un commento un pò lungo ma che ho trovato esaustivo.
La collina dei conigli è un libro tre volte fantastico.
Fantastico lo è, ovvio, prima di tutto per il contenuto: un coniglio sensitivo riesce a convincere i suoi compagni a lasciare le loro tane per cercarne di nuove, altrove.
Fantastico lo è perché questa è la parola che si urla, piangendo, dopo aver chiuso il libro. Dopo aver penato l’avventura di una vita insieme al saggio Moscardo, al mistico Quintilio, al marziale Parruccone, al grande affabulatore Dente di Leone. E ci si può abbandonare all’abbraccio del nero Coniglio della Morte.
Fantastico, infine, è il tipo di fenomeno che ha sempre luogo ovunque si abbia a che fare con questo libro. Provate a ordinarlo in libreria, provate a leggerlo su un autobus o a citarlo distrattamente durante una conversazione mondana: vedrete persone, con visi luminosi e sguardi commossi, avvicinarsi verso di voi per dirvi che anche loro l’hanno fatto! Hanno letto La collina! Sì, perché, se esiste veramente un libro la cui lettura può cambiare la vita, si tratta proprio del capolavoro di Adams.
Come è possibile l’esistenza di un libro del genere? Quale alchimia costituisce il suo segreto?
Lanciarsi alla ricerca di questo Graal è un’impresa disperata che non farebbe altro che portare dalle parti del vago. È ragionevole dire che riuscire a raccontare, con l’eleganza di un Stendhal, la precisione di uno storico e l’accoramento di chi i fatti li conosce per averli visti, le vicissitudini di un gruppo di conigli alla ricerca di una terra promessa è, in sé, un fatto geniale.
È inevitabile notare che è un libro scritto in maniera strepitosa. Una voce densa, affascinante. Un classico che non ama ostentarsi tale. Chi sa riconoscere la bellezza non può resistere all’incanto di queste pagine. Ma anche tutto ciò non basta per comprendere La collina dei conigli. È un’avventura epica, in cui le passioni primordiali della caccia, della riproduzione, della guerra, della vittoria e della sconfitta vengono messe sotto la lente di ingrandimento, giocando, contemporaneamente, l’azzardo di analizzare la psicologia di ogni singolo personaggio.
Cosa c’è dentro? L’Iliade, Guerra e Pace, l’Odissea, l’Esodo, l’Eneide. Ma basta dire questo? Possiamo andare oltre: La collina dei conigli contiene tutto il mondo, tutti i sentimenti che è possibile esperire, tutti gli archetipi ostentabili, tutte le storie possibili. Perché è anche un libro che contiene tutti i libri. Una lettura infinita come Le mille e una notte. Ma ancora, è chiaro, non cogliamo il punto. Quindi, di nuovo: cosa rende La collina dei conigli un libro unico? Proviamo a vederlo.
Richard Adams è conosciuto soprattutto per aver scritto questo romanzo, sebbene sia autore di altri libri non meno di successo, scritti in punta di penna, ricchi di cultura e emozioni, come La valle dell’orso e I cani della peste, per citarne due fra i migliori. Una ventina di libri, di cui molti non tradotti in italiano, scritti con la giusta lentezza, a partire dai cinquanta anni di vita. Adams, infatti, è arrivato con calma alla scrittura, in virtù di un precocità rimandata, direbbe Sciascia.
Forse è questa la chiave: la precocità rimandata, la genialità fatta alchemicamente cuocere a fuoco lento. La lenta, difficile discesa nella concretezza di un’intuizione poetica. Solo chi conosce questa lentezza sa, come Adams e come Dante Alighieri, che la realtà è un serto di simboli e che ogni metafora viene al mondo già rivestita di esatti contorni. Sa, perché ha imparato a osservare.
Solo gli anni e l’esperienza possono donare a un uomo la profondità e la sicurezza necessaria a fare dell’elencazione qualcosa di più di uno sfoggio di parole difficili. In Adams l’eco permanente del lussuoso e selvaggio catalogo omerico, dell’orientale mostra di ricchezze, della confessione di stupore di Whitman, diviene puro amore della parola. Qui la parola torna a essere l’azione magica, adamitica, di nominare per creare; l’azione primordiale del bambino che impara le parole perché si diverte a ripeterle. Solo la convinzione (tipica di chi ha già vissuto tutto) che tutto è vissuto per finire in un libro, rende capace di raccontare una storia in cui si raccontano tante storie, ognuna delle quali piena di storie. E via all’infinito.
L’Infinito, il labirinto, lo sguardo rivolto indietro di Orfeo, la forma circolare del continuo ripiegamento sulle stesse storie di vittorie e sconfitte: questa è l’anima, rappresentata come labirinto; che ama le cose antiche; che vive delle proprie manie e conflitti.
Il segreto di questo libro, forse, è che rende possibile a un’anima di leggere, sulle proprie pagine, direttamente se stessa.
Autore: Tommaso Didimo - Data: 22 novembre 2007
http://www.fantasymagazine.it/libri/8264/
Scritto da : grimilde2870 | 03/01/2009
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